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Itinerari Culturali

Itinerari Culturali

PARCO ARCHEOLOGICO
La zona archeologica costituisce uno dei più grandiosi complessi architettonici e tradizionalmente viene divisa in cinque settori, denominati convenzionalmente Terme di Venere, della Sosandra, delle Terrazze, Terme inferiori, e di Mercurio.

CASTELLO DI BAIA

Domina il golfo di Pozzuoli in posizione strategica. Già esistente in epoca aragonese, fu ampliato dal viceré spagnolo don Pedro de Toledo, dopo l'eruzione del Monte Nuovo ( 1538 ). Orfanotrofio Militare dal 1927, nel 1993 una cospicua parte del castello è stata adibita a Museo Archeologico.

MUSEO ARCHEOLOGICO DEI CAMPI FLEGREI

Inaugurato nel settembre del 1993, il museo ospita, per il momento, i reperti rinvenuti nel sacello degli augustali a Miseno, tra i quali la statua equestre di bronzo di Domiziano - Nerva, e numerosi calchi in gesso di sculture greche ritrovati a Baia.

CENTO CAMERELLE

La costruzione romana conosciuta nei Campi Flegrei con il nome di “Cento camerelle” è uno dei reperti romani più affascinanti dell’intera zona. Stretti cunicoli scavati nel tufo si inseguono e si intrecciano in un lungo sentiero e, quando la luce è quella giusta, sembrano davvero essere parte di un diabolico labirinto. In passato le “Cento camerelle” erano conosciute come le “Prigioni di Nerone”, proprio per la forma intricata della costruzione. In realtà le “Cento camerelle” sarebbero la porzione di una delle immense ville patrizie che sorgevano dalle parti di Baia.

PISCINA MIRABILIS

Un’altra struttura romana che lascia davvero senza parole per la grandiosità dell’opera è la “Piscina Mirabilis”. L’immensa vasca costruita sottoterra e composta da altissime navate, ed aveva la funzione di cisterna per l’acqua potabile. E’ la più grande cisterna romana mai scoperta, e i suoi numeri lasciano davvero senza parole: la Piscina Mirabilis è lunga 72 metri, larga 25, alta 15 e ha un capacità di12.600 metri cubi. L’acquedotto aveva la funzione di portare l’acqua dal fiume Serino fino a Napoli e ai Campi Flegrei, per un percorso di oltre cento chilometri.

BAIA SOMMERSA

Lungo la costa dei Campi Flegrei esiste una delle più estese e importanti aree archeologiche sommerse sinora note in Italia. In epoca tardo-antica, un cataclisma fece prima crollare la favolosa città di Baia, il porto, gli impianti termali e le ricche ville, vanto dei patrizi romani; poi la coprì il mare per effetto del fenomeno del bradisismo ascendente e discendente, che a fasi alterne ha portato la terra di tutta la costa a sommergersi e, in qualche punto, a riemergere. In questa zona il piano antico giace ad una profondità che va dai quattro ai sedici metri sotto l'attuale livello del mare. Vi è qui un'altra Pompei, ricca di edifici, statue, tesori, che il bradisismo e la conseguente sommersione ha traghettato, protetta dall'acqua, fino ai nostri giorni.

  CUMA

Dell’Acropoli di Cuma restano ancora le mura greche, della fine del V sec. a.C., con rifacimenti successivi in epoca sannitica e sino all’epoca triumvirale romana. All’interno dell’area urbana si trovano i resti del Tempio di Apollo, del Tempio di Giove, la Cripta Romana, i resti di un grandioso edificio termale di età imperiale, dell’Anfiteatro e del Foro, di recente esplorato. Numerosi anche i sepolcri di cittadini Greci e Romani. Nei pressi si erge l’Arco Felice.  Cuma è famosa per il cosiddetto Antro della Sibilla, ricordato da Virgilio in alcuni versi dell’Eneide, che si leggono scolpiti in una lapide a lato dell’ingresso, in memoria del vaticinio che la Sibilla avrebbe qui formulato a Enea prima che egli scendesse agl’Inferi per incontrare l’ombra del padre Anchise. Questa attribuzione (oggi considerata erronea) è del Maiuri, che scoprì l’antro nel 1932: in realtà è una lunga galleria scavata nella roccia per scopi militari.

 ESCURSIONI NATURALISTICHE

Tra Baia e Cuma sono situati tre laghi: Lucrino, Averno e Fusaro, lungo i quali è possibile percorrere itinerari naturalistici. Presso il lago Lucrino si trova il Monte Nuovo,  un vulcano che fa parte dei Campi Flegrei ed offre un panorama mozzafiato sul golfo di Pozzuoli. Il monte è caratterizzato da una folta vegetazione dove crescono piante tipiche della macchia mediterranea. Le piante maggiormente presenti sono il pino, la ginestra, l'erica. Il vulcano, ormai inattivo, è diventato un'oasi naturalistica nella quale vengono organizzate anche visite guidate per scuole e gruppi di turisti.